Teatro nei Musei

Compagnia di Teatro del contemporaneo


 Genere: Ironico e Brillante


loc_panne1Una tranquilla cena tra amici (2014)

Riallestimento dello spettacolo del 2004

Regia Dimitri Frosali
con Dimitri Frosali (Jacopo Biagioni), Paolo Ciotti (Samuel Osman), Viviana Ferruzzi (Diana Volpe), Simone Petri, Maurizio Pistolesi, Antonio Timpano,

Liberamente tratto da “La Panne” di F. Durrenmatt

Una panne. Un banale incidente. Ed ecco che la vita di un uomo può subire una sterzata inaspettata, improvvisa. Un incontro che trasforma una tranquilla e conviviale serata tra uomini in un “processo alla vita” e in una sorta di “delitto e castigo”. Un luogo da cui sarà impossibile fuggire, come spesso succede davanti alle proprie responsabilità. Tratto da uno dei racconti più riusciti dello scrittore Durrenmatt (La Panne), lo spettacolo, come il testo letterario di riferimento, intende essere una accusa alle contraddizioni della perbenista società contemporanea, alle sue leggi di mercato e ai delitti che per essa si eseguono. Personaggi simbolo con cui, un pubblico limitato nel numero, passerà una serata a cena, degustando, sorridendo e riflettendo sui “destini umani” che, come afferma il Pubblico Ministero “percorrono sempre le stesse strade

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loc_fantasmiNoi facciamo i fantasmi (2010)

Regia Viviana Ferruzzi, Samuel Osman

con Letizia Bagni, Elena Biagini, Jacopo Biagioni, Eleonora Bigazzi, Chiara Bondielli, Elena Bruni, Giulia Farina, Viviana Ferruzzi, Samuel Osman, Lorenzo Ricci, Antonio Timpano

Noi facciamo i fantasmi. Tutti quelli che ci passano per la mente. Con la divina prerogativa dei fanciulli che prendono sul serio i loro giochi, la meraviglia ch’è in noi la rovesciamo sulle cose con cui giochiamo, e ce ne lasciamo incantare. Non è più un gioco, ma una realtà meravigliosa in cui viviamo, alienati da tutto, fino agli eccessi della demenza”. Con queste parole Cotrone, il Mago, accoglie la Contessa e la sua Compagnia in un indefinito luogo dove vivono gli “scalognati”, reietti e confinati “agli orli della vita”; esseri che danno corpo ai fantasmi, alla propria fantasia, ai propri sogni, vivendo in una continua “sborniatura celeste”. Nell’ “incontro/scontro” di questi due diversi mondi teatrali si riflette l’eterna tematica “poesia-teatro”, il rapporto dialettico “testo-rappresentazione”. Da un lato l’ideale pensato, il puro spirito scaturito dalla fantasia del poeta (i “Fantocci”, gli “Scalognati” e Cotrone): il “Teatro puro”! Dall’altro lato la rappresentazione come fase essenziale, determinante dell’opera teatrale (il teatro è tale in quanto lo si fa), come Ragione, scelta di un “genere”; lo spettacolo, dunque, che implica la responsabilità dell’interprete, necessariamente condizionato dalle incertezze, dai rischi, dagli errori di valutazione e d’interpretazione (sia in eccesso che in difetto), e che resta comunque legato ad una realtà concreta di mezzi, di cose, di uomini, di pubblico. “Teatro rappresentato” (la Compagnia della Contessa). Ma c’è anche un terzo lato, il pubblico, e cioè i “Giganti”, la reale realtà, “schiavi” ottusi ed anonimi di altri ancor più irraggiungibili “Giganti” che sono fra noi, dentro di noi, dietro di noi, sopra di noi, in un perenne agguato fatto di mille distrazioni, tentazioni, prevaricazioni, ipnotici diversivi; agguati del sistema, dei comuni retaggi della vita quotidiana che soffocano e rinnegano l’atto poetico. Come comunicare al pubblico contemporaneo, al di là delle parole non scritte, nel silenzio, la reciprocità delle sconfitte, i differenti gradi e stati dei diversi modi di essere?

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loc_dalidaDalida (2007)

Regia Samuel Osman

Aiuto regia Genni Cortigiani

con Corinne Aron, Mauro Barbiero, Valerio Bellini, Camilla Ciolli Mattioli, Elisa Corneli, Genni Cortigiani, Viviana Ferruzzi, Francesca Mazzoni, Alberto Orlandi, Samuel Osman, Lorenzo Ricci

Omaggio a Yolanda Cristina Gigliotti, in arte Dalida, un’ Artista, un’incantevole Voce, un’ irresistibile Donna. Comment faire pour oublier? Nel bagno dell’aeroporto di Orly Bruno, fratello di Dalida e suo manager, cerca di convincerla a cambiarsi rapidamente d’abito e salire su un aereo. È lo stesso giorno in cui è stato sepolto Lucien Morisse, ex marito di Dalida, morto suicida. Una tragedia, un’ altra, l’ennesima. Ed è anche la tragedia di Orlando (alias Bruno), il fratello “custode” della sorella, il “geloso” custode della sua immagine; ma Dalì è morta ormai da vent’anni, e il tempo si è fermato nel cuore di Orlando che sta cercando di riaccendere una stella, di farla rivivere, nei suoi fan, forse in una attrice capace di interpretarla, forse in lui stesso o magari in uno spettacolo che deve essere la sua apoteosi, il suo trionfo. Ma Dalida non è solo una sorella, non è solo una Donna, non è solo una Voce, ma un’ossessione che invade l’anima e la vita e che impedisce di accettarne la morte. Se Jolanda in carne ed ossa non è più fra noi, almeno l’Artista, Dalida, la sua Creatura, deve vivere ancora, per sempre. Nelle maglie di questa rete si svela una Dalida divisa fra la sua sfolgorante vita sul palcoscenico, in cui dà tutta se stessa e una vita “reale” in cui non riesce mai a soddisfare il suo eterno desiderio di amore e nella quale non riesce a sfuggire alla sua solitudine. La meravigliosa Voce di Dalida sarà talmente potente da coprire per sempre la voce di Jolanda. Lo spettacolo è un susseguirsi incalzante di scene, musica e danza. (le coreografie sono una fedele ricostruzione dei sui spettacoli).

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